Fibromialgia invalidante: via libera alle mozioni

Approfondiamo la natura e le caratteristiche di questa patologia per capire come mai è così importante che sia stata inserita tra le patologie invalidanti a carico del Sistema Sanitario Nazionale.

Fibromialgia invalidante cosa vuol dire

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    Secondo il registro della Società Italiana di Reumatologia (SIR), in Italia si contano 2 milioni di persone affette da fibromialgia invalidante. Per frequenza è al 2°-3° posto tra le malattie reumatiche, e rappresenta il 12-20% delle diagnosi formulate in ambito ambulatoriale. La fibromialgia è un disturbo impossibile da sottovalutare: una verità recepita anche dal Governo italiano, che negli scorsi giorni ha fatto passare alla Camera la mozione con la quale si impegna a riconoscere questa sindrome come cronica e invalidante ed inserirla nei Livelli Essenziali di Assistenza (o Lea).

    Ma di cosa si tratta? Cosa comporta, e quali sono le cause? Perché è stata presa questa decisione? Scopriamo per quale motivo la notizia è così importante per tutte le persone che sono affette da fibromialgia e non solo.

    Cos’è la fibromialgia

    Con il termine fibromialgia viene identificata una condizione caratterizzata da dolore muscolo-scheletrico cronico diffuso, spesso accompagnato da sintomi extrascheletrici quali astenia, disturbi del sonno, problemi cognitivi e affettivi come ansia e depressione.

    Si tratta di una patologia invalidante, perché coloro che ne soffrono non riescono a trascorrere la vita senza una sensazione generale di dolore e rigidità, che si riflette anche a livello mentale.

    Quali sono i sintomi della fibromialgia

    I sintomi della fibromialgia possono manifestarsi in tutto il corpo e possono essere periodici (in riacutizzazioni) o cronici. Vengono colpiti in particolare i tessuti molli come muscoli, tendini e legamenti, soprattutto sul collo, sull spalle, sul torace, nella regione lombare e nelle zone intorno alle articolazioni superiori.

    Il dolore può essere intenso, specialmente in caso di pressione sulle zone rigide, e spesso raggiunge l’apice in caso di stanchezza o sforzo; nelle riacutizzazioni, capita che i muscoli si contraggano o siano percorsi da spasmi.

    Come già detto, questa condizione persistente provoca ansia, insonnia e talvolta depressione o tensione. Sono da segnalare anche il perenne senso di affaticamento, la difficoltà di concentrazione e la sensazione di appannamento mentale. In alcuni casi questi sintomi sfociano in emicrania o intestino irritabile con tutte le conseguenze del caso (stipsi, diarrea, disturbi addominali e gonfiore).

    La diagnosi di fibromialgia

    Questi disturbi sono soggetti a peggioramento anche a causa della difficile individuazione della fibromialgia. Molti soggetti accusano una diagnosi di malattia “solo nella loro testa” che ha peggiorato la loro salute mentale e di riflesso quella fisica – come accade anche con altre malattie, come l’endometriosi.

    Infatti, al giorno d’oggi non esistono esami diagnostici per la fibromialgia, proprio a causa della natura diffusa dei sintomi che potrebbero essere ricondotti a molteplici malattie. Di norma si tende ad ipotizzare la fibromiagia in caso di affaticamento persistente e dolore generalizzato da almeno 3 mesi in combinazione a risultati negativi agli esami per altre patologie con la stessa sintomatologia. Ne sono esempio l’artrite reumatoide o il lupus, disturbi che causano affaticamento e dolore ai muscoli e/o alle articolazioni.

    Le cause della fibromialgia

    Le cause esatte della fibromialgia rimangono sconosciute, rendendo ulteriormente difficoltosa la diagnosi.

    Tuttavia, si ritiene che fattori come lo stress emotivo, la mancanza di sonno, lesioni fisiche, traumi e certe caratteristiche della personalità possano contribuire allo sviluppo e al peggioramento della sindrome.

    Su base statistica, al momento compare in prevalenza significativamente maggiore nelle donne rispetto agli uomini, in particolare nei soggetti di mezza età. Tra i personaggi famosi, ne soffre ad esempio Lady Gaga.

    Come curare la fibromialgia

    Così come le cause, anche la cura per la fibromialgia è ancora inesistente. Per questo, i medici somministrano trattamenti che si concentrano sulla gestione dei singoli sintomi per incrementare la qualità di vita dei pazienti attraverso farmaci, attività fisica mirata, tecniche di rilassamento e/o supporto psicologico.

    La ricerca continua a lavorare per trovare nuove cure per la fibromialgia, come accade in Brasile con una combinazione di raggi laser a bassa intensità, ultrasuoni e ultra-laser. Al momento però, data la varietà e l’intensità dei sintomi, che possono variare da persona a persona, la personalizzazione del trattamento è fondamentale.

    La fibromialgia nei Lea

    Avendo capito cos’è la fibromialgia e quanto sia difficile riconoscerla e curarla, capiamo ulteriormente l’importanza dell’inserimento della fibromialgia nei Livelli Essenziali di Assistenza: i Lea definiscono i servizi e le prestazioni che il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è tenuto a garantire gratuitamente o dietro pagamento di un ticket a tutti i cittadini, indipendentemente dal reddito. Si tratta di una lista di malattie tanto debilitanti da impedire il normale svolgimento della vita del paziente, le cui cure sono essenziali per raggiungere un minimo standard di pace e diminuzione del dolore.

    L’inserimento della fibromialgia tra i Lea rappresenta un passo cruciale verso il riconoscimento della gravità di questa condizione, cronica e invalidante. L’approvazione delle mozioni sulla fibromialgia dalla Camera dei Deputati evidenzia la necessità di un supporto concreto ai pazienti, nonché l’innalzamento dell’attenzione verso questa sindrome allo status di malattia che merita pieno supporto sanitario, garantendo ai pazienti l’accesso a cure adeguate senza ulteriori oneri economici.

    Continuare a promuovere la ricerca sulle cause e sulle cure più efficaci rimane fondamentale per migliorare ulteriormente la vita delle persone affette da fibromialgia.

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