È possibile diventare più empatici grazie ad algoritmi e dispositivi? Lo studio

E se per sentire le emozioni del nostro interlocutore bastassero dei braccialetti? Non si parla di un futuro tanto lontano

un algoritmo per aumentare l'empatia

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    Quante volte hai desiderato di entrare nella testa della persona con cui stavi parlando per capire cosa provasse in quel momento? 

    Con un progetto firmato Mit Media Lab, oggi sembra poter esistere la possibilità di “sentire” le emozioni della persona con cui stiamo comunicando. Il progetto in questione (Project Us) ha riunito alcune delle menti più geniali del settore healthcare proprio per cercare di migliorare i rapporti interpersonali sfruttando le potenzialità dell’intelligenza artificiale. Vediamo come 

    Breve inquadramento sull’empatia: quanto vale nella vita di tutti i giorni?

    L’empatia – la capacità di percepire lo stato sentimentale ed emotivo di qualcuno – riveste un ruolo fondamentale all’interno della nostra società.

    Sin dalle origini, questo sentimento ha contribuito alla nostra evoluzione e, ancora oggi, rimane un punto cardine nella nostra vita quotidiana. I benefici dell’essere empatici sono numerosi, infatti mostrare empatia può renderci più efficaci durante l’attività lavorativa, meno stressati e riscuotere più successo nei rapporti interpersonali.

    Nonostante ciò a volte può risultare difficile creare questa “connessione” con la persona con cui stiamo parlando e questo si riflette anche in ambito lavorativo. Per esempio, banalmente, anche il datore di lavoro può incontrare qualche ostacolo nel provare ad immedesimarsi nella figura del dipendente. Tutto ciò può avere conseguenze negative. Ma è qua che si inserisce la tecnologia, con le sue potenzialità che permettono di individuare possibili soluzioni a queste problematiche. Vediamo meglio di cosa stiamo parlando.

    È possibile diventare più empatici utilizzando l’IA? Secondo il Mit Media Lab si. La ricerca:

    Appurato che l’empatia svolga un ruolo decisamente importante nelle nostre vite, vediamo ora se è possibile indurre in un certo modo questo sentimento.

    A fornirci la risposta definitiva è il Mit Media Lab, ma capiamo meglio di cosa si tratta.

    Il Mit Media Lab è un laboratorio fondato nel 1985 che raggruppa ricercatori che studiano l’impatto delle tecnologie sull’umanità e sul mondo. Nel dettaglio, complice lo scenario attuale, questo laboratorio si propone di comprendere in che modo la rivoluzione tecnologica possa contribuire al raggiungimento dei concetti di etica, sostenibilità e inclusività nel panorama odierno.

    Tra i numerosi progetti intrapresi dal laboratorio, vale la pena di citare la creazione del progetto “Project Us”, nato con l’obiettivo di utilizzare l’intelligenza artificiale (IA) per aiutare le persone a capo di organizzazioni a diventare leader migliori, in grado di attuare principi di D&I (diversità e inclusione). Se da una parte, come appena affermato, la ricerca vuole stimolare nuove forme di leadership inclusiva, dall’altra questa si pone anche gli obiettivi di: 

    • migliorare l’efficacia della telemedicina e degli interventi di salute mentale;
    • fornire supporto alle relazioni sociali;
    • fungere da sostegno alla risoluzione dei conflitti.

    È proprio attraverso questo progetto che si sviluppa lo studio in questione, vediamo le scoperte condotte dal team di ricerca.

    Come funziona? Ce lo spiega Eugenio Zuccarelli

    Eugenio Zuccarelli è un talento italiano, inserito anche nella lista “Forbes 30 Under 30” per il settore healthcare, come uno dei ricercatori più talentuosi in tutto il mondo. 

    Egli ha preso parte al progetto Us e spiega che attraverso questo ha studiato le possibili modalità attraverso cui utilizzare l’intelligenza artificiale per consentire alle persone di imparare a diventare più empatiche.

    Nella pratica il progetto Us utilizza le potenzialità dell’apprendimento automatico, analizzando i segnali “biologici” degli interlocutori (scelta delle parole, tono di voce, attività elettrodermica, etc.) durante le conversazioni e restituisce loro il contenuto emotivo dei messaggi in tempo reale, secondo molteplici analisi. 

    Dato lo scenario attuale, fortemente caratterizzato dalla presenza delle ICT (tecnologie dell’informazione e della comunicazione), il progetto Us ha previsto diverse versioni del sistema, adattabili sia a conversazioni fisiche che digitali.

    Nello specifico, grazie alle numerose ricerche condotte, attualmente il progetto Us si compone di due moduli, che possono essere utilizzati separatamente o congiuntamente:

    Interfaccia virtuale

    Questa può essere eseguita durante qualsiasi interazione virtuale (per esempio una videochiamata online) e riesce ad estrarre informazioni sulle emozioni grazie ad informazioni che il sistema preleva dalla conversazione online, sulla base dei segnali biologici di cui abbiamo parlato precedentemente. 

    Dopo aver prelevato queste informazioni, il sistema invia i feedback inerenti alle emozioni suscitate tramite visualizzazione dello schermo, ovviamente in maniera discreta.

    Interfaccia fisica

    Questa prevede la rilevazione delle emozioni attraverso la possibilità di indossare dispositivi tessili indossabili (braccialetti), che sono in grado di captare l’attività elettrodermica dell’individuo che li indossa. 

    Una volta individuati i segnali, il dispositivo tessile li condivide con l’interlocutore della conversazione attraverso una leggera vibrazione o pressione, inviando il feedback che indica l’emozione provata. 

    I risultati

    Si tratta di un progetto ancora in corso, che quindi amplierà le sue ricerche per giungere a conclusioni maggiormente accertate. Tuttavia, va detto che in questo momento project Us ha compiuto un grandissimo passo verso l’utilizzo delle ICT a favore dello sviluppo della società attuale.

    Nel dettaglio, i risultati della ricerca mostrano che gli utenti sperimentano un maggiore livello di attenzione e consapevolezza di sé e degli altri per ognuno di questi moduli utilizzati in autonomia, e non contemporaneamente.

    Per tirare le fila

    Abbiamo visto l’importanza del sentimento dell’empatia nel mondo attuale, sia nelle relazioni interpersonali che all’interno di un ambiente di lavoro sano che stimola e valorizza i dipendenti.

    In linea con la società odierna, in cui la tecnologia svolge un ruolo importante, il Mit Media Lab ha finanziato “Project Us”, il progetto che permette alle persone di diventare più empatiche grazie all’utilizzo delle potenzialità dell’intelligenza artificiale.

    Come abbiamo analizzato, il progetto è ancora work in progress, tuttavia si possono già notare risultati decisamente importanti, in grado di cambiare positivamente i rapporti tra gli individui.

    Fonti

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